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IN THE AIR TONIGHT


Benvenuti amici ascoltatori di Elements Radio al nostro primissimo appuntamento con il blog di approfondimento artisti della nostra

radio. Questo spazio sarà dedicato principalmente ad una serie di viaggi attraverso la musica, passando per artisti e band iconiche fino ad arrivare ad alcune stelle che ancora devono trovare il loro spazio nel firmamento, così da poter veramente brillare.

Oggi parleremo di Phil Collins, un artista che di sicuro suonerà familiare ai molti: nato a metà del secolo scorso in un distretto a sud di Londra, è uno dei più affermati e prolifici del panorama per quanto riguarda le vendite mondiali, con otto album all’attivo ed una carriera ricca di prestigiosi premi. Ovviamente non possiamo dimenticarci dell’esperienza con i Genesis, il gruppo altrettanto famoso di cui fece parte Phil a partire dagli anni Settanta, prima come batterista e successivamente come voce solista con l’uscita dal gruppo da parte di Peter Gabriel nel settantacinque: il gruppo ha all’attivo ben quindici album e sicuramente è tra i pochi a poter vantare di aver lastricato la via per il rock progressivo britannico al tempo.

Musicalmente parlando le varie tappe del percorso di Phil Collins sono ben marcate: con i Genesis abbiamo diversi album, come “And then there were three”, “Duke”, “Abacab”, “Invisible touch” e “We can’t dance”, dove possiamo trovare delle sonorità estremamente apprezzabili da un’ampia fascia d’età, data la scelta del gruppo di spostarsi sempre più verso una soluzione “commerciale” volta al soft rock. Per questo motivo, anche un ascoltatore di giovane età può apprezzare il gruppo nonostante i decenni di distacco da questa realtà musicale. D’altro canto però questa decisione stilistica ha portato al ripetersi di alcuni pattern in svariati pezzi, generando in questo modo delle canzoni che mostrano gradualmente meno personalità, salvo degli sporadici picchi in cui si percepisce una voglia di osare e di rivalsa che rendono molto più memorabili opere singole come “Touch, touch, touch”, “Turn it on again” e “Follow you follow me”.

All’interno del gruppo quindi non riusciamo ad assaporare fino in fondo le vere abilità del cantante, lo sentiamo al contrario quasi “soffocato” forse dalle esigenze dell’etichetta dei Genesis, che ai tempi, come tutte le altre case che producevano musica, poneva al primo posto le esigenze commerciarli rispetto alle idee del gruppo e la loro visone di musica.

È infatti solo con il suo esordio da solista che possiamo veramente comprendere la vena artistica di Phil Collins: partendo dagli inizi degli anni Ottanta con il suo album “Face value” è palese la distinzione che c’è tra il prodotto dei Genesis ed il suo personale, dove non solo spazierà toccando un gran numero differente di generi ma darà anche la luce a delle canzoni talmente iconiche da essere riconoscibili quasi da tutti. L’artista lavorando in singolo produrrà brani Soul, Jazz, Gospel, Rock, Pop e affini, scalando le classifiche con brani come “Against all odds”, “You can’t hurry love”, “Another day in paradise”, “Sussudio” e forse il suo più grande successo, “In the air tonight”. Il suo repertorio, più vicino a noi a livello cronologico, è tranquillamente fruibile da chiunque data l’incredibile varietà e la quantità di pezzi ascoltabili, lasciando al singolo la possibilità di selezionare la sfumatura di Phil Collins che più apprezza.

Un’ultima parte della carriera di Phil Collins che riteniamo interessante da analizzare è sicuramente quella del suo coinvolgimento nella creazione di colonne sonore per i film d’animazione del grande colosso Disney: Egli infatti, ha contribuito alla colonna sonora di “Tarzan”,“Koda fratello orso” e infine “Tarzan 2”, che gli hanno gli hanno guadagnato persino un premio Oscar ed un riconoscimento dalla Disney stessa. La canzone vincitrice del premio è “You’ll be in my heart” direttamente da Tarzan, inutile dire però che tutta la soundtrack merita un ascolto, così come quella di Koda fratello orso, perché la loro capacità di trasportavi istantaneamente in un altro mondo le rende apprezzabili anche al di fuori della visione delle pellicole a cui sono dedicate.

Il nostro tempo per oggi finisce qui, non vi preoccupate però perché la musica e l’intrattenimento su Elements Radio non finiscono mai!

Vi invitiamo a settimana prossima per il secondo appuntamento con il blog, nel frattempo mettetevi comodi e godetevi tanta buona musica insieme ai nostri programmi .




A cura di Jay


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